La fascia che muove

Il movimento come tensione generata a livello della giunzione miotendinea e da lì al tendine, si arricchisce grazie a intricate relazioni all’interno del network connettivale. Parleremo della trasmissione di forze mio fasciali, dove il muscolo come entità discreta viene sostituito da un sistema tensionale e proporremo alcune evidenze.
Di questo sistema fanno parte integrante i legamenti che smettono di essere considerati entità a se stanti disposti parallelamente all’azione muscolare. Le tensioni esercitate dal muscolo si trasmettono al legamento, disposto in serie con esso, trasformandolo in un elemento tensionale attivo.
La fascia che muove è anche la fascia che permette lo scorrimento. Analizzeremo le caratteristiche di un sofisticato sistema che permette il libero movimento reciproco delle strutture, proteggendole da sovraccarichi meccanici. La fascia è riccamente innervata. Dal punto di vista propriocettivo, l’architettura connettivale e la conseguente regolazione delle sollecitazioni determina le caratteristiche del messaggio informativo. Cosa possiamo dire di un danno/disfunzione a questo sistema riguardo all’alterazione conseguente della trasmissione/gestione delle forze e quindi del messaggio neurologico?

Ianos Alcini, D.O.

D.O. FT. Docente di Anatomia della fascia e Fisiologia osteopatica fasciale presso il CIO di Bologna e Parma; vincitore del premio Peracca nel 2016. Istruttore di Nordic Walking ANWI. Relatore in post-graduate e docente in vari corsi per fisioterapisti, medici, laureati in Scienze Motorie. Attualmente svolge l’attività di Fisioterapista presso l’azienda sanitaria bassa isontina.