Osteopatia come Medicina di Terreno

Sala Venere, ore 13.45-14.30

Fin dagli albori della civiltà, l’essere umano si è preso cura dei suoi simili. Inizialmente le cure erano certamente parentali, ma l’organizzazione in clan sempre più numerosi, e l’avvento dell’agricoltura che ha trasformato gli uomini da nomadi a stanziali, ha consentito la comparsa degli artigiani, di persone specializzate nello svolgere un lavoro che poteva essere utile anche ad altri. è probabilmente in quell’epoca che compare anche l’uomo (o più probabilmente la donna) che si occupa della salute degli altri, conservando e tramandando un sapere inizialmente intriso di credenze e osservazioni pratiche.
Da questo lunghissimo periodo senza memoria traggono via via origine le Medicine Tradizionali proprie di culture e aree geografiche molto diverse. Alcune di esse sopravvivono anche ai giorni nostri, e a ben vedere la “nostra” Medicina affonda le proprie radici nel medesimo humus culturale, impastandolo e rielaborandolo con le conoscenze e gli strumenti tecnologici che il XX° secolo ci ha fornito: una miriade di dati e di possibilità di misurazione sempre più precisa e frammentata dell’individuo che ci ha spesso fatto perdere di vista il quadro d’insieme: appunto, l’individuo! Inevitabilmente, anche se ad un occhio superficiale può sembrare il contrario, questo ha reso ancora più necessario trovare il modo di accorpare un numero elevato di variabili fisiologiche in classi misurabili, in modo da suddividere gli esseri umani in gruppi simili da un punto di vista funzionale, disfunzionale, reattivo o sintomatologico. Nascono così le Costituzioni, variamente indicate nei diversi paradigmi di riferimento: Medicina Ayurvedica, Medicina Tradizionale Cinese, Omeopatia, ma anche le scuole di medicina del ‘900 Germanica e Mediterranea, o i più recenti studi di Pende o Pishinger, che contribuiscono a mantenere vivo l’interesse per il Costituzionalismo.
Alle preziose conoscenze tramandateci dalle medicine tradizionali, quindi, si affiancano quelle di branche molto più moderne e recenti della Medicina, quali l’embriologia, lo studio dei meccanismi biochimici di controllo dello sviluppo dei foglietti embrionari, l’epigenetica, che forniscono il necessario substrato nozionistico in grado di spiegare i meccanismi di formazione e funzionamento delle diverse costituzioni.
L’Osteopatia, in quanto Medicina Manuale che da sempre ha osservato l’interezza dell’essere umano, ha fin dagli albori coltivato il germe del Costituzionalismo, pur senza formalizzarlo espressamente. Alla luce di questa analisi, è a nostro avviso opportuno che l’osteopata si fermi a riflettere su questi aspetti, raccordando quegli elementi che gli consentono di inquadrare la costituzione del paziente al fine di pianificare la tipologia e le modalità di intervento terapeutico nel rispetto del suo Terreno Biologico, rendendo in questo modo il trattamento più efficace, idoneo ed economico.

D.O. Stefano Matassoni

Membro ROI e fisioterapista, è insegnante presso il CIO – Collegio Italiano Osteopatia dal 2002, dove insegna Osteopatia in ambito craniale, fasciale, ATM nelle sedi di Bologna e Parma. Relatore di numerose tesi di diploma, ha inoltre partecipato come co-docente a vari corsi postgraduate organizzati presso il CIO sulle relazioni tra Osteopatia e Medicina Tradizionale Cinese e su altri temi osteopatici; co-autore del testo “Osteopatia come Medicina di Terreno” – ed. Piccin e co-docente dei percorsi formativi nello stesso ambito. Libero professionista presso il proprio studio professionale.